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Cenni Storici

Tra le vallate delle Terre Sicane, sul declivio di una collina a balcone sulla media Valle del Sosio – Verdura sorge Burgio, piccolo centro dell’entroterra agrigentino, situato a 317 metri sul livello del mare e che conta una popolazione di 3500 abitanti i cui abitanti si chiamano burgitani. Il paesaggio attrae per la bellezza delle montagne dalle cime frastagliate e gli incantevoli boschi soprattutto di macchia mediterranea. Burgio appartiene alla diocesi di Agrigento che dal 1844 è l’unica in Italia i cui confini della diocesi coincidono con quelli della provincia, è un antico borgo medievale ricco di arte, storia, cultura e monumenti, tra cui vanta numerose chiese e quattro conventi attivi fino alla legge di soppressione del 1866 e chiusi da allora. Fra questi il convento dei Frati Minori Cappuccini.
Ha origini incerte, ma di epoca bizantina si possono datare le numerose grotte all’interno dell’abitato. Il nome “burg”, di etimologia araba, si può tradurre “torre” o “fortezza”, secondo altre interpretazioni anche “mucchio di biada”.

Nel 1278 viene menzionato per la prima volta nei documenti storici con l’appellativo di “casale”, nel 1336 è ricordato come “castrum Burgio”; come feudo è menzionato anche nei “capibrevi” del Barberi, dove sono citate le vicende feudali della baronia, partendo da Federico d’Antiochia che nel XIV secolo la ereditò dal mitico emiro Hamud. Con la Costituzione del 1812, Burgio divenne libera municipalità e cominciò a prendere parte attiva nelle vicende risorgimentali. Nel periodo post-unitario, Burgio conosce la piaga del brigantaggio, che semina terrore nelle campagne. Con la legge di eversione dell’asse ecclesiastico vari ordini religiosi presenti nel territorio abbandonano i loro conventi causando sul piano culturale la perdita di numerose tradizioni. Le sue origini sono legate al suo più antico monumento, il Castello Saraceno, edificato durante la dominazione araba. La struttura urbana si caratterizza per le sue strade strette e tortuose e per i piccoli cortili interni. Oltre ail castello, vi sono un'antica e ancora funzionante fonderia di campane del 1500, delle botteghe di ceramica dove si utilizzano ancora forno e metodi del XVI secolo, e in giro per le vie del paese ammireremo esempi di lavorazione del ferro, della pietra e del vetro. Fra i beni culturali è da sottolineare, oltre la presenza del castello, alcune opere del Gagini, del Ferraro e dello Zoppo di Gangi.

Più di cento portali in pietra, campane di bronzo e botteghe artigiane, vetrate artistiche, ferro battuto e maioliche di antichissima fattura e ancora il bosco, rigogliosissimo, e monumenti ricchi di opere d'arte; e sullo sfondo un maestoso castello da visitare dopo una passeggiata lungo vicoli arabi e medioevali : questa è Burgio, questa è la sua storia !
Al viaggiatore curioso ed al turista occasionale Burgio offre tutto questo, condito da una gustosissima gastronomia con piatti tipici e portate tutte da assaporare... e con la generosità ed il calore dei suoi abitanti !

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