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La Ceramica |
 La produzione della ceramica smaltata sembra sia stata introdotta a Burgio alla fine del 16° secolo da maestranze di Caltagirone. Vinci, Gangarella, Dandone, Merlo, Vaccaio, Chirafiso ecc. sino all’inizio del ‘900 con i ceramisti Pietro Virgadamo, Antonio Colletti, Girolamo Valenti, Gaudenzio Caponetto. La ceramica burgitana è detta “stagnata”, tale epiteto prende il nome dallo stagno usato per smaltare i pezzi dopo la prima cottura(il biscotto) e prima della decorazione pittorica, tale smalto è di colore giallo paglino. Le ceramiche di Burgio, anticamente erano usate come utensili d’uso comune. Oggetti tipici sono: “ cannate, badalucchi, limmuna, satireddi, lemme, pignate, bunìe, çiascu a barliri, bottiglie, baccaredde, bummuli, graste cu i pampini, uglialoru, spicchiu, cannila, cantaru, friscalettu, quartare e mattonelle votive”. |
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Le Fonderie |
 La fonderia di campane Virgadamo risale al 1500, e ancora si producono campane con i sistemi di una volta. per realizzare una campane si impiega circa un mese di tempo, poiché vi sono diverse fasi; la progettazione su carta, che viene poi messa su legno sagomato e posto su di un asse ruotante per ottenere la forma voluta fino alla fusione a fiamma riverberata per la quale si adoperano stagno vergine e rame rosso per ottenere la forma di bronzo (la cui fusione avviene a 1100 gradi di temperatura) mescolati con legno stagionato, per evitare che il bronzo diventi duro se imbevuto d'acqua. Quando il metallo raggiunge il giusto punto di liquefazione, da alcuni fori laterali del forno fluiscono rivoli incandescenti i quali vanno a raggiungere le forme interrate, tramite percorsi predisposti. la fase intermedia della lavorazione prevede la costruzione di tre pezzi, posti uno sopra l'altro, costituiti dal "maschio" dalla "negativa" o "falsa campana" e dalla "cappa", con l'utilizzo di creta bianca, canapa o crine di cavallo. per la decorazione esterna con fregi e incisioni, viene utilizzato un getto di gesso e uno di cera vergine d'ape, applicando il disegno in creta a stampa nella falsa campana. La forma in creta viene pennellata e si procede a infiammare il suo interno, in modo da farlo scaldare e fare sciogliere i fregi. Infine si tolgono la cappa e la falsa campana mentre lo spazio rimasto libero conferisce lo spessore alla vera campana. prima della fase finale della fusione, le forme vengono interrate in una fossa che viene ricoperta di paglia di arbusti e di terra, per evitare eventuali dilatazioni. Da questa fonderia è uscita una campana di forma ottagonale che è stata donata a papa Giovanni Paolo 2° durante la sua visita ad Agrigento nel maggio 1993. |
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| Ceramica Arcuri |
La bottega Arcuri di antica discendenza ceramica,continua a produrre, ancora oggi, manufatti tipici della ceramica burgitana: “uglialora”, “bummuli”, “lemma”, “cantari”, “baccareddi”, scolapasta, “cannate”, “fiaschi”, “grasti”, “albarelli”, “canaluna”, pannelli, mattonelle votive e quant’altro.La lavorazione di ogni pezzo, rigorosamente a mano, avviene secondo le antiche tecniche che i ceramisti Arcuri si sono tramandati di padre in figlio.I colori che primeggiano sono il verde ramina, il bruno manganese, che ne delinea i contorni, e il giallo paglierino come fondo. |
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| Bacino Rosanna |
Burgio è uno dei pochi comuni siciliani che vanta di un’antica tradizione ceramica artistica.La maiolica burgitana ha avuto una notevole importanza a partire dal XVI secolo, così con il passare degli anni e con una lenta evoluzione, l’arte della terracotta a Burgio è diventata nel corso dei secoli una fonte di occupazione, ed ha permesso al paese stesso di essere conosciuto oltre le proprie mura. ROSANNA BACINO ha ripreso la tecnica tradizionale dell’invetriatura piombifera ereditata da uno zio materno; i colori predominanti sono: il verde ramina, il giallo paglierino e il bruno manganese. La Bacino, una giovane di poco più ventanni, ha avuto il coraggio imprenditoriale di far fronte a varie spese per aprire bottega. La giovane appassionata per l’arte sin da bambina ha fatto studi socio psico pedagogici e dopo aver ottenuto il diploma ha seguito un corso di formazione professionale per artigiani Ceramisti di 900 ore promosso dalla Regione. Dotata di tanta creatività, Rosanna ha dato vita ad un laboratorio artigianale che merita, veramente di essere visitato. Le produzioni dei manufatti si rifanno ai modelli tradizionali: baccareddi, bummuli, cannati, lemmi, albarelli, mattonelle votive, fiaschi, ect… "La Ceramica di Burgio" è il nome della bottega di Rosanna Bacino che rispecchia un’arte risvegliata che rischiava di andare perduta. |
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| burgio ,Via Vittorio Emanuele , 19. Tel 3387221624 |
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| ceramiche caravella |
La produzione della ceramica smaltata sembra sia stata introdotta a Burgio alla fine del 16° secolo da maestranze di Caltagirone. Oggi l'unica officina funzionante che da 4 generazioni continua a modellare e stagnare le ceramiche, è quella della famiglia Caravella. Il signor Giuseppe e il figlio Paolo con il nipote continuano con le tecniche apprese dai loro genitori e maestri, da loro ereditate e custodite gelosamente. La ceramica burgitana dei caravella continua ad essere smaltata con gli stessi elementi usati sin dal 16° secolo. L'officina dei caravella è un "museo vivente" e funzionante della ceramica e della cultura burgitana; sono ancora in uso il piano dove viene impastata l'argilla, il tornio che viene ancora fatto girare con i piedi dove l'argilla viene modellata, e il grande forno dove vengono sistemati i pezzi da cuocere per poi stagnarli. |
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| burgio ,Via Garella, 18. Tel. 0925.64484 . |
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